Monteveglio è uno dei Comuni della provincia di Bologna posto sulle colline occidentali, ai confini con la provincia di Modena. La località è costituita da due distinti centri abitati; il più antico, che comprende tutti i monumenti e a cui si riferisce una storia importante e di notevole interesse, è posto sul culmine di una collina, mentre ai piedi del colle si estende l’abitato più recente, posto sulla riva sinistra del torrente Ghiaia, presso il suo sbocco nel fiume Samoggia. Monteveglio è dunque uno dei comuni della vallata del Samoggia, assai ricca di storia perché costituì, per molti secoli, terra di confine fra i bizantini e i longobardi, fra la Chiesa e l'Impero, fra Bologna e Modena.
Monteveglio antica è costituita da poche case, la sua celebre abbazia sorge a 280 metri sul livello del mare e dal suo colle si gode un ampio panorama che spazia sui colli appenninici, sulla vallata del Samoggia e sulla pianura padana.
Monteveglio nuova è ai piedi della stessa collina, ad una quota media di 90 m s.l.m.; in tale località si concentra la massima parte della popolazione ed hanno sede gli uffici comunali e gli esercizi pubblici. II nome della località risale al periodo romano; documenti di antica data riportano infatti il nome della località, ma sempre in casi diversi dal nominativo. Da tali antiche carte si desume che il nome di Monteveglio, al nominativo, poteva essere Mons Belli, o Mons Bellus, o Mons Bellius, e cioè monte della guerra, o monte grazioso, o monte della famiglia Belila (di accertata origine romana). Per varie considerazioni, è più probabile il primo caso, in quanto pare che, prima del loro stanziamento, i romani abbiano sostenuto una battaglia contro i Galli Boi proprio nei pressi di Monteveglio. La dizione Monteveglio è di alcuni secoli più recente della primitiva, e non può essere presa come base per la sua etimologia, visto che esistono denominazioni molto più antiche.
Per maggiori dettagli rimandiamo a testi specializzati. Come si è detto, l'antico abitato sulla collina ha avuto una storia gloriosa, un episodio della quale spinse il monaco Doninzone, contemporaneo di Matilde di Canossa e cantore delle gesta della gran contessa, a definire Monteveglio "memoranda nei secoli". Questo attributo fu ripreso dallo storico contemporaneo Albano Sorbelli, che lo immortalò sulla lapide posta all'ingresso del Castello. Attorno alla metà del X secolo Monteveglio divenne feudo dei conti di Canossa, nel 1076 la località fu ereditata da Matilde, contessa di Canossa e marchesa di Toscana. Nella lotta fra l'impero e il papato, Matilde di Canossa si schierò a fianco della Chiesa e quindi contro l'imperatore, Enrico IV della casa di Franconia.
L'imperatore pensò di punire Matilde di Canossa e mosse alla conquista delle sue terre. Ma fu proprio Monteveglio che mandò in fumo i piani dell'imperatore. Resistette vittoriosamente per quattro mesi al drammatico assedio delle armate imperiali di Enrico IV, il quale, umiliato e addolorato per la perdita del figlio durante la battaglia finale, ordinò la ritirata.
Storia anche miracolosa, come quando, nella notte fra il 24 e 25 marzo del 1527, ricorrenza dell'annunciazione di Maria, Monteveglio, stretta d'assedio dai Lanzichenecchi, fu salvata da una tempesta di neve e da un'improvvisa inondazione che dispersero i feroci assedianti. L'episodio è ricordato in una lapide seicentesca murata nella parete posta a sinistra dell'altare della Chiesa dell'Abbazia.
Ultimo Aggiornamento: 12/07/2007